ZOOM: per realizzare lezioni a distanza

ZOOM

Software gratuito, più potente di Skype, che può essere utilizzato per realizzare delle lezioni a distanza. Zoom permette 1 sola sessione fino a 100 partecipanti con il limite di 40 minuti per sessione.

Interfaccia semplice, intuitiva, consente di condividere lo schermo, registrare gli eventi, chattare in tempo reale. Una sorta di social webinar per realizzare lezioni efficaci.

Il software Zoom ha la possibilità di creare eventi in modalità sia webinar che in webmeeting. Nel primo caso con una comunicazione unidirezionale, nel secondo sarà possibile far interagire tutti i membri partecipanti.

Zoom è una delle piattaforme professionali più diffuse per gestire questo genere di lezioni e ti consente diversi vantaggi:

  • Chat in tempo reale tra professori e studenti (esiste anche una simpatica funzionalità “Raise hand” che permette agli alunni di “Alzare la mano” virtualmente facendo click su un bottone quando hanno delle domande)
  • Video e audio di alta qualità
  • Piano gratuito molto generoso: per gestire fino a 100 partecipanti per lezione e per creare lezioni con durata massima di 40 minuti
  • App per Mac, Windows, iOs e Android: per poter creare e seguire le lezioni online da qualsiasi dispositivo
  • Lavagna digitale per scrivere e disegnare in tempo reale
  • Registrazione e salvataggio dei video delle lezioni
  • Condivisione dello schermo per mostrare video, immagini e file di ogni tipo

ISTRUZIONI PER L’USO DI ZOOM NELLE VIDEOLEZIONI

Si tratta di una piattaforma progettata per avviare videoconferenze e webinar, che prevede un profilo gratuito più che sufficiente per le attività di didattica a distanza, in quanto permette di invitare fino a 100 partecipanti.

Potrete gestire la vostra classe, scegliendo di attivare o disattivare il vostro video o quello degli studenti, di attivare o disattivare tutti i microfoni, condividere lo schermo del vostro pc con tutti i partecipanti su Zoom e persino registrare la videolezione, così da poterla far rivedere a chi non abbia potuto partecipare in diretta.

Zoom è disponibile in versione software o app per qualsiasi piattaforma e il docente, per creare una videoconferenza, deve registrarsi, creare un account, senza il quale non si potranno “ospitare” videoconferenze.

Basterà collegarsi al sito web di Zoom, https://zoom.us/ , cliccare su “Sign up, it’s free” e seguire la procedura guidata.

Ora che si hanno a disposizione le credenziali, si potranno avviare tutte le videoconferenze che si vogliono.

Per creare una videoconferenza basterà aprire il programma > cliccare su “New meeting“ > join with computer audio > invite > copy URL > da inviare tramite mail, whatsapp o altro agli alunni cliccando sul tasto destro del mouse e digitando incolla (per esempio https://zoom.us/j/323769815… )

Per rendere ad una videoconferenza creata da altri basterà cliccare sull’invito ricevuto (per esempio https://zoom.us/j/323769815…) e attendere che la web app si apra e carichi all’interno di una finestra del browser.

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L’app di videoconferenza Zoom, molto popolare durante la pandemia, è stata più volte nell’occhio del ciclone per via di una gestione “grossolana” della sicurezza e della privacy dei loro utenti che hanno iniziato a segnalare abusi del servizio di videoconferenza il quale permetteva ad ospiti indesiderati e non invitati di “imbucarsi” nelle chat e nelle riunioni).

E’ stato coniato il termine “zoombombing”, e manifesta nella dimensione digitale quello che succede (o potrebbe succedere) in presenza… ovvero i teppisti e i violenti che magari in una festa decidono di spaccare tutto, distribuendo improperi e oscenità verso tutti i presenti.
Si tratta di un fenomeno sgradevole che minaccia il già fragile tentativo di trasporre online tutte le attività lavorative che, prima della crisi per il coronavirus, si svolgevano “in presenza”. Facendo riferimento alla lingua inglese, la parola “zoombombing”, si può spiegare così: «Zoombombing: l’atto di intromettersi in una videochat di gruppo senza essere stati invitati, generalmente per provocare una reazione alterata nei partecipanti. L’interruzione della videoconferenza può avvenire attraverso la condivisione del proprio schermo che mostra video con materiali pornografici o violenti – razzisti – discriminanti.

(aggiornato al 19 aprile 2021)
(Rielaborato da: cybersecurity360.it, imparaqui.it, aranzulla.it, infonotizianews.it, orizzontescuola.it)